Una manovra che non risponde ai bisogni del Paese

FOCUS MANOVRA | È il momento di compiere scelte che aiutino la crecita e l'equità sociale. Le risposte del Governo appaiono inadeguate

 | 03/07/2010
generic image

È necessaria una manovra di correzione dei conti pubblici italiani? Certamente. Un paese con un enorme debito pubblico e deboli prospettive di crescita deve consolidare il proprio merito di credito: tutti gli stati hanno fatto crescere il deficit nel 2009. Tutti sono ora alla ricerca di compratori dei loro titoli. E se noi non ci presentiamo con le carte in regola…

È sufficiente, la manovra da 25 mld decisa dal Governo? Sì, se si trattasse solo di affrontare il problema del deficit e del debito. No, se si tratta – come si tratta – di compiere scelte che aiutino il paese ad affrontare anche il secondo dei suoi problemi: ritmo di crescita troppo basso, a sua volta frutto amaro della insufficiente crescita della produttività del lavoro e dei fattori.

È vero che la manovra si impone perché il Governo – in questi ultimi due anni – ha sbagliato tutte le scelte di politica economica e fiscale? No. La bufera nella quale ci troviamo immersi trova le sue cause negli squilibri macroeconomici globali (enorme debito commerciale USA ed enorme surpluss cinese e degli emergenti) ed europei (gigantesco surpluss della vecchia area del Marco e gigantesco debito pubblico e privato degli altri paesi dell’area Euro). Semmai, è tra il 2001 e il 2006 che l’accoppiata Berlusconi-Tremonti ha preparato l’attuale disastro, facendo crescere di quasi il 5% all’anno – ogni anno, rispetto all’anno precedente – la spesa corrente primaria e tamponando i buchi che tutto ciò apriva nei conti pubblici con ogni forma di condono.

Si è venuta delineando, nel dibattito parlamentare, una credibile alternativa alla manovra proposta dal Governo? Sì. Anche se la lettura dei giornali e l’ascolto dei telegiornali non consente ad alcun cittadino di rendersene conto (ma non può essere solo colpa dei media: evidentemente, le forze dell’opposizione sono in grado di avanzare controproposte serie, ma le “nascondono” esse stesse nel gran frastuono delle migliaia di emendamenti inutili), sia il Pd, sia l’Idv, sia un nutrito gruppo di senatori del Pdl, guidati da Baldassarri, hanno presentato proposte figlie, grossomodo, del seguente ragionamento: 1) nel decreto-manovra non ci sono le necessarie misure per la crescita e l’equità sociale; 2) almeno il 50% delle risorse rivenienti da lotta all’evasione fiscale (cioè, almeno 4/5 mld degli 8 e mezzo cifrati in manovra) devono essere “restituite” ai contribuenti leali, a fini di sviluppo quantitativo e qualitativo; 3) ne consegue che le dimensioni lorde della manovra debbono accrescersi, almeno di 5 mld (per “salvare” una correzione netta almeno di 25), da 25 a 30 mld; 4) questo risultato si può ottenere accrescendo il volume dei risparmi di spesa, dai 15 attualmente previsti ad almeno 20 mld.

Il gruppo del Pd, in particolare, ha presentato una decina di emendamenti che configurano una vera e propria manovra alternativa, organizzata attorno ai seguenti pilastri:

  1. Usare almeno 4 degli 8 mld di maggiore gettito da lotta all’evasione per finanziare una di queste tre scelte: forte riduzione delle aliquote Irpef per i redditi da lavoro di tutte le donne (la soluzione che io preferisco); abolizione dalla base imponibile dell’Irap del 50% del costo del lavoro per le imprese piccole e medie; riduzione da 100 a 50 Euro mensili del prelievo Irpef che grava sui salari operai attorno a 1000 Euro (si è fatto un gran parlare di Pomigliano: ecco una misura che aiuterebbe).
  2. Determinare una più forte riduzione della spesa corrente primaria, operando i tagli non sui “tendenziali” futuri (numeri dell’irrealtà) e solo sulle spese cosiddette “rimodulabili” (meno del 10% della spesa complessiva), ma agendo su tutto il bilancio, come se partissimo ogni anno da zero. Obiettivi di medio-lungo periodo ogni anno basati sul consuntivo dei precedenti. Responsabilità dei dirigenti politici e amministrativi. Grande flessibilità nella gestione. Profonda ristrutturazione della macchina pubblica (senza timori reverenziali verso nessuno: il “fascismo” non c’entra nulla con l’idea di avere un unico prefetto per regione, a capo di un unico ufficio territoriale del governo centrale).
  3. Liberare le energie vitali del paese, superando monopoli, mercati chiusi, fardelli burocratici. Monopoli: subito, la separazione proprietaria di Snam Rete Gas da Eni. Mercati chiusi o organzizzati in modo da danneggiare i consumatori: regoliamo come in Germania tutta la partitia delle lesioni da incidenti automobilistici, finendola con la RC auto che taglieggia le famiglia per bene. Fardelli burocratici: subito le Agenzie per l’impresa, soggetti privati a qualità certificata dal pubblico, che consentono alle imprese di agire sempre in autocertificazione, con le amministrazioni pubbliche che controllano ex post invece che autorizzare ex ante (e, perciò, possono e debbono “dimagrire”).

L’ultima domanda: perché, se questa linea alternativa c’è, non si “vede”? Perché è sepolta sotto una gigantesca marea di proposte di altro segno: ciascuna, in sé, magari giustificabile. Tutte insieme, produttrici di confusione.

generic image 2 Commenti

generic image antonio
11/07/2010
sono proprio d'accordo ma se il PD non riesce a pubblicizzare le proprie proposte pur cdeve porsi questo problema.
generic image IVANA
11/07/2010
COME SEMPRE, ANCHE IN QUESTO CASO CONCORDO CON ENRICO MORANDO:RIESCE SEMPRE A RENDERE EVIDENTE QUELLA NECESSARIA DOSE DI PENSIERO LIBERALE TANTO INDISPENSABILE IN UNA PROPOSTA RIFORMATRICE PER IL NOSTRO PAESE.MA PERCHE' QUESTE IDEE, QUESTE PROPOSTE NON CALANO FRA I CITTADINI, PERCHE' RIMANGONO SOLO CONFINATE FRA GLI ADDETTI AI LAVORI???...QUESTO NON E' SOLO UN LIMITE, E' UN DRAMMA!!!
non ricordi la password? clicca qui

Inserisci la tua email e clicca su iscriviti per ricevere la nostra newsletter!

AUTORI:

Don Tonino Bello | Don Peppe Diana | Giorgio La Pira | JFK | Don Milani | Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni | Barack Obama | Giuseppe Dossetti | Tony Blair | Dalai Lama | Nelson Mandela | Walter Veltroni | Luigi Marattin | Touadì, Maran, Veltroni, Adamo, Marantelli, Gentiloni, Fioroni, Minniti, Peluffo, Tenaglia, Martella, Vitali, Pizzetti, Petrucci, Concia | Pasquale Ciriello | SdP | Augusto Barbera | Jean Leonard Touadi | Filippo Taddei | Daria Bonfietti | Democratica | Mauro Ceruti | Jean Paul Fitoussi | Fabio Serricchio | Claudia Mancina | Mario Morcellini | Massimo Livi Bacci | Vincenzo Cerami | Achille Passoni | Valentina Palmieri | Lazzaro Pietragnoli | Sara Salsini | Matteo Colaninno | Riccardo Salomone | Ritanna Armeni | Giorgio Tonini | Fabio Levi | Marco Causi | Nicole Battini | Paolo Soldini | Enrico Morando | Paolo Giaretta | Emiliano Boschetto | Edoardo Raffiotta | Lucandrea Massaro | Salvatore Vassallo | Alberto Colombelli | Alessandro Maran | Michele Salvati | Guido Melis, Luigi Manconi, Gianclaudio Bressa, Paolo Corsini, Lino Duilio, Eugenio Mazzarella | Mattia Baglieri | Andrea Sarubbi | Giuseppe Fioroni | Pierluigi Castagnetti | Luca Diotallevi | Stefano Ceccanti | Giorgio Armillei | Livio Ricciardelli | Marilena Adamo Vinicio Peluffo | Gianmaria Pica | Antonio Preiti | Alessandro Bratti e Federico Testa | Martin Luther King | Catherine Fieschi | Josep Maria Carbonell | Marco Cuttone | Carla Gaiani | Roberto Pontecorvo | Luigi Nicolais | Gianni Cuperlo | Manuela Ghizzoni | Luciano Fasano e Marco Leonardi | Federico M. Mucciarelli | Pietro Ichino | Audipolitica | Pier Paolo Baretta | Fabio Pantano e Riccardo Salomone | Alberto Pizzoferrato | Simonetta Rubinato | Gianmario Demuro | PROSSIMAMENTE ... | Romano Prodi | Walter Vitali | Antonio Misiani | Alberto Zanardi | Stefano Semplici | Lucio Caracciolo | Adel Jabbar | Ignazio Marino | Jean-Léonard Touadi | Francesco Marangoni | Andrea De Pasquale | Gianfranco Belgrano - Misna | Gianni Borgna | Federico M. Mucciarelli | Gabriele D’Ottavio | Federico Castorina | Antonello Soro | Luigi De Sena | Francesco Clementi | Paolo Donadio | Daniele Biacchessi | Mauro Agostini | Tommaso Nannicini e Filippo Taddei | Elisabetta Gualmini | Luciano Fasano | Marilena Adamo | Oreste Di Maio | Caterina Pes | Lanfranco Tenaglia | Gianluca Passarelli | Jonathan Hopkin | Cinzia Capano | Stella Bianchi | Roberto Roscani | Salvatore Vassallo | Arturo Parisi | Salvatore Curreri | Bologna | Virginio Merola | Stefano Boeri | Paolo Corsini | Gianfranco Brunelli | Valentina Tonti | Velentina Tonti | Francesco Tempestini | Mario Monti | Maria Teresa Meli | Marco Damilano | Curzio Maltese Repubblica | Achille Passon | Sergio Fabbrini | Alessandro Ferrara | Claudia Mancina | Marcello Messori | Sebastiano Maffettone | Emma Fattorini | Nicola Tranfaglia | Luisa Laurelli