
Sin da ragazzo Alexander Langer - nato a Sterzing/Vipiteno nel 1946 e morto suicida a Firenze nel 1995 - ha posto la politica, intesa come arte della convivenza, al centro della sua vita. Lo ha fatto in primo luogo contribuendo a contrastare e superare le rigide contrapposizioni fra le diverse componenti della popolazione della sua terra, il Sudtirolo/Alto Adige, attraverso un impegno mai venuto meno per quasi quarant’anni. Quell’esperienza è via via divenuta per lui riferimento costante e fonte di ispirazione anche dopo: in particolare quando, eletto deputato europeo nel 1989, ha profuso i suoi sforzi in difesa delle molte minoranze in pericolo presenti sul continente o dei migranti stranieri discriminati, come i tanti albanesi venuti in Italia dopo la caduta dei regimi comunisti; o ancor più quando ha cercato di favorire, pur nel pieno delle guerre in ex-Jugoslavia, forme di incontro diretto fra esponenti della società civile delle popolazioni in conflitto; questo nel quadro di un’azione di pace ispirata alla nonviolenza attiva e non dogmatica, con grande attenzione alle responsabilità che in quel conflitto dovevano assumere in particolare le istituzioni europee e internazionali.
Sin dagli anni giovanili Langer è stato animato da una forte religiosità mai disgiunta dalla piena affermazione della libertà e della responsabilità dell’individuo, che lo ha avvicinato al cattolicesimo nello spirito innovatore ed ecumenico del Concilio Vaticano II.Quella religiosità si è coniugata, anche dopo il distacco dalla Chiesa - criticata fra l’altro per la sua struttura rigidamente gerarchica -, con una persistente vicinanza anche personale ai poveri e ai più deboli: dalle prime attività caritative, alla partecipazione attiva ai movimenti degli anni 60 e 70, alla militanza nell’organizzazione della sinistra rivoluzionaria Lotta continua.
L’attenzione per i più deboli è rimasta una costante di tutta l’azione politica di Langer. In particolare, quando dall’inizio degli anni 80 ha fondato il movimento ecologista in Italia, non ha mai cessato di interpretare quella nuova visione del rapporto dell’uomo con la natura anche come un’occasione ulteriore di riscatto per i più poveri, di partecipazione democratica dal basso all’affermazione di nuovi stili di vita, di difesa dei popoli più vilipesi e sfruttati della terra. Langer si è infatti considerato impegnato in favore di una conversione ecologica della società, con preferenza per l'auto-limitazione cosciente, la valorizzazione della dimensione locale e comunitaria, la convivialità; per lui, allo scopo di correggere condizioni di vita sempre più ingiuste, degradate, violente e povere di senso, era decisivo agire in prima persona, non inquinando e realizzando condizioni di giustizia, di pace, di integrità della biosfera, piuttosto che inseguire rimedi delegati ad altri, aggiustamenti e disinquinamenti sempre più sofisticati ed artificiali; l'ecologia aveva bisogno non solo di provvedimenti e riforme, ma anche di una dimensione spirituale e di valori profondi.
Per tutto questo Alex Langer era in continuo movimento da un luogo all’altro, in Italia, in Europa e in giro per il mondo, spinto da una forte curiosità per le persone e proteso ogni volta ad accorrere dove più pressanti si facevano le tensioni e le domande di una realtà in perenne e sempre più vorticoso cambiamento. Contava prima di tutto su se stesso e sulle persone con cui volta per volta collaborava, battendosi - tanto più nel ruolo di dirigente del movimento dei Verdi - contro le derive burocratiche insite nel consolidarsi di strutture o partiti votati più che altro all’autoconservazione. In questa come in molte altre sue azioni si è trovato più e più volte isolato nell’affermare posizioni difficili e duramente criticate da altri, cercando però - per naturale vocazione - di non assumere mai le vesti del predicatore, preferendo invece la concretezza delle proposte politiche. Al prezzo peraltro di una fatica spesso difficile da reggere, anche per uno come lui, sorretto dalla straordinaria energia che gli derivava dal voler essere un Hoffnungstrager, un portatore di speranza.