Sono state le immagini terribili e “fredde” di un lungo reportage da Fukushima ad aprire l’affollatissima presentazione del volume “Tsunami nucleare” scritto da Pio d’Emilia autore per Sky news 24 e per il Manifesto delle cronache sulla terribile tragedia che ha colpito il Giappone la primavera scorsa. Con l’autore nel corso dell’incontro si sono ripercorse le vicende di quelle difficilissime settimane quando Pio d’Emilia, mentre gran parte della stampa internazionale si allontanava dai luoghi della tragedia e dava voce ad allarmi e preoccupazioni sensazionalistiche, faceva la strada al contrario e arrivava all’interno dell’area “proibita”, vicinissimo alla centrale nucleare. Il suo racconto è insieme di tono basso, senza calcare la mano sugli orrori di quei giorni ma mettendo in guardia su quanto era davvero successo e sui rischi che il meltdown dei reattori di Fukushima ci dice sula sicurezza del nucleare,
I numerosi partecipanti hanno potuto rivivere quei giorni ed re immergersi in quel clima di incertezza, di rabbia, di confusione e di disperazione, grazie ad un filmato realizzato dallo stesso Pio d’Emilia e che raccoglieva le immagini immediatamente successive alla tragedia.
E’ stato questo il modo per passare ai vari interventi e affrontare quello che è un tema particolarmente sentito dall’opinione pubblica italiana: il ritorno al nucleare, la sua sicurezza, e il futuro che il suo uso potrebbe comportare.
Alla discussione hanno dato i propri contributi, oltre allo stesso autore, Gennaro Migliore, Dirigente di Sinistra, Ecologia e Libertà, Ermete Realacci, Parlamentare del PD e ambientalista e Tommaso di Francesco, del Manifesto e Randy Taguchi, scrittrice giapponese e autrice di una saggio contenuto nello stesso libro sulle origini della scelta nucleare in Giappone negli anni Cinquanta, a soli sei anni dal bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki.